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Obiettivi                                  

 

 

 

 

 

Chi ci rappresenta?

 

Al novantanove per cento delle persone non fa piacere che gli si dica "Tu sei uguale a tutti gli altri" e quindi noi non lo diciamo. Noi diciamo al novanta per cento della popolazione non complice dei poteri forti: "Tu hai bisogno di una onesta

amministrazione che difenda i tuoi interessi e i tuoi interessi sono molto simili a quelli del novanta per cento dei cittadini".  Nonostante tutte le balle che ci raccontano nessun partito si assume davvero questo compito, e ce ne siamo accorti da un pezzo.
 

 

Il nostro compito

 

Facilitare al comune cittadino la comprensione  e l'utilizzo dell'unico strumento efficace che la costituzione gli riserva per gestire il futuro della comunità in cui vive: il voto.

 
 

Che fare?

 

COMPRENDERE e far comprendere che un partito dovrebbe rappresentare un popolo omogeneo, con interessi comuni, non delle tifoserie.

Che popolo rappresenta il PD? i salotti dei radical-chic o gli operai, le grandi imprese o i disoccupati?

Per non parlare del PDL: cosa rappresenta? le veline o le casalinghe? gli speculatori o i precari? gli esportatori di capitali o i cassaintegrati? I libertini o i cattolici? Dire che siamo tutti nella stessa barca è ridicolo, visto che le barche ce l'hanno solo loro. Noi al massimo siamo ai remi,

come i forzati. E non ci accusino di qualunquismo: i qualunquisti sono loro se pretendono di rappresentare tutti, capitale e lavoro, vittime e aguzzini. Esiste una vera diversità, che si va facendo sempre più profonda: il reddito. Se ti sembra normale che si permetta ad alcuni di guadagnare più di mille volte quel che guadagna un precario a danno di tutti gli altri, usando lo stato, le leggi e i soldi delle nostre tasse per arricchirsi, tu puoi smettere di leggere, questa non è una lettura per te: o sei uno di costoro o sei uno stupido.

 

 

  UNIRE LE FORZE perché non esistono più le antiche divisioni sociali, tra dipendenti e autonomi, ceti medi e proletari: molti autonomi, partite IVA obbligatorie, professionisti, padroncini, piccoli negozi e artigiani guadagnano meno di un operaio.

 L'unica differenza reale sta nel reddito. Naturalmente i 40.000 euro sono un limite statistico puramente indicativo per indicare i cittadini comuni... e state tranquilli che gli evasori fiscali non appoggeranno la nostra iniziativa.

 
 

RAZIONALIZZARE il dibattito politico:

se si rimane a discutere su vizi e virtù degli uomini politici ci si può divertire ma non si cambia nulla. I politici sono uomini ambiziosi e avidi di potere, ma l'avidità e l'occasione fanno l'uomo ladro, e questo va dato per scontato, inutile discuterne. L'unica possibilità di controllare i danni è sorvegliarli,

quindi quello che conta è la "governance", cioè il potere di imporre come deve si governare e per conto di chi. In questi anni c'è stata una selezione degli uomini politici fatta al contrario: sono emersi i peggiori e si sono persi per strada i migliori. Si è data più importanza agli imbonitori che ai capaci e corretti amministratori. E questi sono i risultati.

 
  EVIDENZIARE la contraddizione tra il dettato della Costituzione e la realtà:  sostenere che la Repubblica è fondata sul lavoro, che il popolo è sovrano, che tutti i cittadini italiani hanno diritto al lavoro, alla salute,  alla casa, alla sicurezza e all’istruzione diventa ridicolo davanti all'evidenza di una nazione dominata da cosche di affaristi e speculatori organizzati in modo da poter approfittare in ogni modo (legale o illegale) della maggioranza degli altri cittadini. Abbiamo bisogno di giustizia.
 
 

SEGNALARE che il reddito da lavoro rispetto al reddito totale nazionale è calato dal 1960 a oggi del 10%. Questo naturalmente significa anche che la quota dei redditi da capitale è aumentata del 10%. In più è cresciuta a dismisura la differenza tra salari minimi e massimi e il 10% delle famiglie più ricche possiede quasi il 50% dell’intera ricchezza nazionale. Questa tendenza a radicalizzare le differenze di stato sociale è ancora in aumento,

tanto da  prospettare un medio evo prossimo venturo, con i signori da una parte e servi della gleba dall'altra.

 Le nuove generazioni "No future", gli studenti, i precari, i cassaintegrati è meglio che se ne accorgano per tempo e si organizzino per trovare collaborazione con tutti gli altri, per non rimanere minoranze senza peso. Protestare e rivendicare va bene ma non basta, sono azioni da subalterni e non da "popolo sovrano": dobbiamo organizzare il dopo...

 
 

DARE IDEE E SPERANZA AI GIOVANI:

in questo momento sconsolante è già molto più di quanto offrano i partiti.

 
 

Non vogliamo fare la rivoluzione

  ...ma una rivolta intelligente e pacifica sì: visto che ne abbiamo ancora diritto, vorremmo usare lo strumento del voto in modo coerente per deviare da questa rotta funesta che ci sta portando al naufragio. La nostra associazione, rappresentando unitariamente tutti i medio - basso reddito per

difendere i loro comuni interessi economici, sociali e ambientali, ma anche tutti coloro che credono sia meglio vivere in una società più giusta ed equa, ha le potenzialità per esercitare un onesto voto di scambio, farsi sentire dai partiti e obbligarli a legiferare a nostro vantaggio.

 

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