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Azioni

 

 

Chi si fa pecora il lupo se la mangia...

 ...ma anche un branco numeroso di pecore, se avesse un momento di orgoglio e si organizzasse, potrebbe travolgere il lupo e ridurlo a mal partito, sotto gli zoccoli.

 

 

Il problema più grave, nel nostro paese, è la mancanza del senso dello stato come comunità. Gruppi di potere, partiti, sindacati, associazioni si moltiplicano col solo scopo di ottenere vantaggi e privilegi: questo andazzo ci sta portando al fallimento.

 

Ma le prediche non servono e non si vede alternativa: l’unico mezzo è creare una forza tanto grande da condizionare direttamente i partiti,  il parlamento e il governo.

Formiamo una grande Coalizione del cittadino: impariamo dalle consorterie dei gruppi di potere anche occulti - mafie, massonerie, associazioni industriali eccetera - a fare azioni concrete,  pragmatiche, ed esercitiamo in modo trasparente e onesto un vero voto di

scambio  con il potere politico. Possiamo farlo alla luce del sole perché siamo cittadini democratici e loro (P2, P3, multinazionali, organizzazioni criminali ecc.) invece no, e le loro azioni segrete danneggiano i nostri interessi. Bisogna batterli con le stesse armi usate da loro: cinismo e organizzazione.

Non c'è nulla di nuovo da inventare, è un modello consolidato, utilizzato da sempre da chi sa cosa vuole ottenere dalla politica e sa come farlo. L'idea di base è di non  entrare

 nelle Amministrazioni o nel Parlamento, ma di accuratamente scegliere e sostenere chi ci deve entrare, con nostri incarichi precisi, e che risponda direttamente a noi.

Noi dobbiamo solo condividere l'idea e la pratica della democrazia e il fine di pretendere una  amministrazione trasparente che si occupi dei nostri interessi, che sono quelli del 90 % dei cittadini di questo Paese: dobbiamo  creare (copiando, in questo, la

 Lega di Bossi) una cinica ed astuta forza con questo solo compito. Un'organizzazione senza gerarchie pesanti e costose, con poche idee semplici ma chiare e basata sul volontariato, ma senza impegni gravosi per i soci.

Siamo seri: non ci bastano le invettive, le proteste plateali, i comizi, il gossip, le chiacchiere. Basta con la società spettacolo e basta con la politica da tifosi. Non abbiamo bisogno di leader carismatici e affabulatori a carico ma di amministratori capaci e coscienziosi. Non ci interessa fondare un

partitino del 5%. Non vogliamo entrare in concorrenza con i partiti. Vogliamo solo costringerli a cambiare, a diventare più seri e rispettosi dei nostri interessi e del loro compito. Per ottenere questo dobbiamo solo diventare così tanti da poter sconfiggere le altre consorterie pesantemente presenti e influenti nella politica italiana.

Lasciamo da parte le discussioni fra destra e sinistra, fra credenti e non, fra nord e sud, fra favorevoli e contrari all'immigrazione. Non perché non siano questioni importanti ma perché i partiti usano questi argomenti strumentalmente per creare opposte tifoserie e pescare voti indifferenziati nella totalità dei cittadini.

Nessun partito può rappresentare tutte queste posizioni, in nessun partito ci si può identificare completamente. Esistono centinaia di organizzazioni, laiche e religiose, dove dobbiamo far rappresentare le nostre opinioni e scelte, dove far sentire la nostra voce. Non lasciamoci distogliere l'attenzione dalla differenza fondamentale: la posizione economica, la condizione sociale.

Non lasciamoci dividere, troviamo l'unità sulla questione fondamentale.

E le nostre idee teniamole care e manifestiamole liberamente senza permettere che politici corrotti le utilizzino per prenderci per i fondelli approfittando dei nostri ideali.

Se riusciamo a fare questo tutto il resto verrà, democraticamente.

Non solo politica ma anche altre azioni sono possibili. La potenzialità di noi consumatori non è sfruttata:  ad esempio, se avessimo i numeri necessari, potremmo influire sulle grandi scelte industriali.  

Se Fiat minaccia di trasferire gli stabilimenti noi potremmo minacciare di non comprare più Fiat: vai a costruire là perché ti conviene? allora prova a vendere là le tue macchine, a quegli operai con stipendi così bassi.

Noi siamo il popolo, il 90%: riprendiamoci la nostra sovranità e la nostra forza contrattuale.

Internet consente una rapida comunicazione interna: la facilità di consultazioni tra soci  permette la creazione di una intelligenza collettiva e un afflusso di idee e pareri inimmaginabile prima dell'era digitale. E Internet è anche l'esempio di una rivoluzione creata collettivamente e gestita democraticamente: non è stata inventata da una mente superiore, da un leader, non ha padroni né capi, è una rete a sviluppo orizzontale. Sembrava un'utopia ma è diventata una realtà che cambia il mondo, e in fretta: guardate quel che accade in Nord Africa.

Un'utopia che si è realizzata, internet, può riuscire a farne realizzare un'altra: non c'è più bisogno di volantinaggio, comizi, giornali, attivisti impegnati, predicatori porta a porta, grandi finanziamenti. Basta qualche click, qualche email ciascuno... poco impegno e grandi risultati, questa è la novità che rende  possibile ciò che prima si era solo sognato. Quello che conta, come per Internet, è il solo il numero di aderenti, è indispensabile essere rappresentativi, qualificati, democratici. Per riuscirci bisogna solo diffondere l'idea, questo solo impegno si richiede ai soci. Il grande successo delle comunità virtuali autorizza questa speranza, pensiamoci.

Non indugiate a chiedervi in quanti bisogna essere per ottenere risultati: conoscete la leggenda dell'origine  degli scacchi? Siate fra i primi a scommettere, non costa nulla (o, se proprio volete aiutare, 10 euro di quota). Ma per noi non è il denaro che conta: per noi conta far correre le idee, moltiplicare le adesioni, e basta che ogni socio ne convinca altri due o tre per crescere molto in fretta.

Cominceremo con l'analisi dei candidati alle elezioni: vaglieremo, con l'aiuto di chi ne sa più di noi e dei soci, tutti i candidati. Valuteremo affidabilità e competenza, serietà personale e curriculum, sponsor e referenti, in modo da fornire una guida seria al voto. La raccolta dei dossier è già cominciata, speriamo presto di iniziarne la pubblicazione, nella pagina Guida.

Come esistono le guide ai ristoranti non si capisce perché non si debba aiutare la gente comune, che non ha tempo e voglia di seguire la noiosa politica, con una critica ragionata ma semplice e rapida.

Le idee di base sono tutte qui. E' un lavoro lungo e faticoso quello che ci proponiamo, ma non vediamo scorciatoie se non pericolose e palliative. Per il Che fare? dopo aver raggiunto un numero rispettabile di aderenti aspettiamo di discuterne con voi. L'idea sarebbe di sviluppare delle community virtuali e locali di libero accesso, senza censure o moderatori, e ampliare il dibattito favorendo l'incontro dei soci. In ogni caso avremo fatto circolare delle idee. Non è poco.

 

 

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